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Lunedì 06 Febbraio 2017 20:34
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Cave, De Pasquale: «Soddisfatti per la pronuncia dell’Antitrust»

Cave, De Pasquale: «Soddisfatti per la pronuncia dell’Antitrust»

Il Movimento 5 Stelle attacca l’amministrazione comunale e chiede ancora che i ‘beni estimati’ vengano compresi nel patrimonio indisponibile del Comune

 

Carrara, 06/02/2017

 

Il Movimento 5 Stelle di Carrara è soddisfatto della pronuncia dell’Autorità Garante del mercato. «Di fatto — evidenzia il portavoce Francesco De Pasquale — l’Antitrust ha riaffermato con autorevolezza alcuni princìpi su cui si è basata la nostra azione in Consiglio comunale durante questa legislatura». «L’attuale regolamento comunale degli agri marmiferi — prosegue — con cui sono stabilite le condizioni di sfruttamento delle cave deve e doveva essere rivisto in più punti». Il M5S ricorda come il Regio Decreto 1443/27 e la LR 104/95 impongono (da oltre 20 anni) che l’attività estrattiva sia esercitata tramite concessioni onerose e temporanee. «Quanto previsto da queste leggi — spiegano i pentastellati —, nonostante sia stato ribadito dalla Corte Costituzionale con la sentenza 488/95, viene disatteso dall’articolo 9 del Regolamento, laddove si prevede che la durata delle concessioni sia di ventinove anni e sia “rinnovata automaticamente”».

 

Concessioni che a oggi non sono ancora state rilasciate in forma scritta (a parte sette). C’è poi l’annosa questione sui beni estimati, ovvero quelle cave o porzioni di cava per le quali gli imprenditori avanzano il diritto di proprietà e quindi di non versare il canone di concessione previsto dall’articolo 10. «Questo — commenta De Pasquale — continua a provocare un notevole ammanco per le casse comunali. Tali considerazioni, in linea con la recente legge regionale, erano contenute nella mozione che avevamo presentato il 9 dicembre 2012 all’inizio della consiliatura». In quel documento il M5S chiedeva di riportare a norma di legge il Regolamento per la concessione degli agri marmiferi comunali, modificando le previsioni dell’articolo 9 (temporaneità delle concessioni).  «La maggioranza — racconta il consigliere —, barricata dietro posizioni di convenienza, respinse la nostra proposta, provocando il perdurare di una situazione di non conformità del regolamento alle leggi e alla giurisprudenza».

 

«Vogliamo fare i nostri complimenti — prosegue De Pasquale — al presidente della commissione marmo che, da vero democratico, nel Consiglio comunale del 19 dicembre 2016, a risposta a un nostro ordine del giorno sui beni estimati, rispondeva citando un passaggio del parere dell’Antitrust ben un mese e mezzo prima che uscisse pubblicamente sul bollettino dell’Autorità: non era forse il caso di portarlo in commissione? O si è preferito evitare nuovi e ulteriori imbarazzi a questa amministrazione?». I Cinque Stelle fanno notare ancora che la suprema Corte, nel 2016, “bacchettò” il Comune affermando: «È un fatto che il Comune di Carrara non ha mai incluso i beni estimati tra quelli appartenenti al proprio patrimonio indisponibile; e che, quando, nel 1994, ha adottato il suo primo regolamento che, ai sensi della legge mineraria del 1927, poneva fine alla vigente legislazione estense, quei beni non sono stati trattati». E, ancora, l’Antitrust auspica un intervento del Parlamento «che riconduca i beni estimati ai beni del patrimonio indisponibile del Comune di Carrara». «Dove “riconduca” — specifica De Pasquale — significa riportare alla originaria situazione!».

 

«Cosa ci si può aspettare, quindi, da un sindaco — conclude De Pasquale — che nel 2009 ha sottoscritto con gli industriali un documento che afferma: “Le parti danno anche atto che, trattandosi di concessione di agri marmiferi comunali, il relativo atto non riguarda i cosiddetti beni estimati”. Un sindaco che, anziché provvedere a far rientrare i cosiddetti beni estimati nel patrimonio indisponibile, sancisce, di sua iniziativa e senza nessun appiglio legale, che sono proprietà privata».

 

MoVimento 5 Stelle Carrara

 

Ultima modifica Lunedì 06 Febbraio 2017 20:36
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