Carrara 5 Stelle

Martedì 05 Febbraio 2013 11:17
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Le lobby del marmo? Eccole!

Facciamo seguito a quanto apparso in questi giorni sui media locali, a partire dalle esternazioni del vicesindaco, in Consiglio Comunale, su lobby del marmo che hanno interferito nell’attività amministrativa. Gli fa eco qualche giorno dopo anche un consigliere di maggioranza (dello stesso partito del vicesindaco) che risponde così alla tesi difensiva di Assindustria che le lobby non esistono.

Apprezziamo innanzitutto la posizione di chi ammette gli errori della politica: finalmente si apre uno squarcio sulla politica comunale del marmo in netta contrapposizione a quanto accaduto per le  ultime amministrazioni.

Anche se in ben due occasioni nessuno della maggioranza ha avuto il coraggio di votare le nostre proposte, che portavano all’attenzione del consiglio comunale quanto affermato in questi giorni da due consiglieri di maggioranza, siamo ben felici che qualcuno, nei partiti ex progressisti, alzi la testa per vedere più in alto della nebbia che avvolge il mondo dell’escavazione del marmo. Potremmo qui esporre a lungo il processo che ha portato queste lobby ad alterare l’economia del marmo a favore di pochi e a danno della collettività, ma preferiamo andare a qualche semplice considerazione. Una delle difese di Assindustria si basa sul fatto che il nostro marmo è ipertassato e gli escavatori locali sono i più tartassati in Italia. Ma cosa vogliamo fare, confondere il tartufo con la merda? Entrambi sono commestibili e dotati di un loro deciso e aromatico profumo, peccato che un etto di  tartufo nero costa più di 80 €, mentre il letame non arriva a 6€ per 25 Kg. Non è colpa nostra se Carrara è nota nel mondo per il suo marmo e non per la ghiaia o l’argilla che troviamo così facilmente da tante parti.

Ma vediamo un po’ più da vicino qualche esempio di lobby:

A Carrara si trovano 8 cave - Pescina A, Collestretto, La Madonna, Bettogli Zona Mossa, Valbona, Vara Alta, La Piana A e Artana B - (e tralasciamo le 45 che ne hanno percentuali variabili) che sono vantate in toto Bene Estimato, cioè proprietà privata di chi, senza alcun titolo tra le mani, afferma di possederle da circa 3 secoli! Premessa l’assurdità di tale posizione, ricordiamo a lor signori che la Legge Regionale 104 del ’95 relativa alla “Disciplina degli agri marmiferi di proprietà dei Comuni di Massa e Carrara”, all’art. 2.  recita “Gli agri marmiferi nei Comuni di Carrara e di Massa mantengono la loro condizione di beni del patrimonio indisponibile comunale.” Quindi altro che proprietà privata, appartengono al patrimonio indisponibile del Comune. Se il concetto non fosse abbastanza chiaro (a un obnubilato mentale) ci ha pensato La Corte Costituzionale (e non un avvocato qualunque) con la sentenza 488 del ’95 dove si afferma che “L'art. 64 (della legge mineraria) ha mantenuto in vigore la legislazione preunitaria solo in via transitoria, fino al giorno dell'entrata in vigore dei detti regolamenti (degli agri marmiferi): ai Comuni di Massa e Carrara è attribuito un potere regolamentare autonomo, con efficacia analoga a quella della legge - e quindi abilitato anche a incidere sui rapporti privati - in funzione di un rinnovamento della disciplina della coltivazione delle cave…L’attuale amministrazione comunale si dice impossibilitata ad intervenire su queste 8 cave perché teme ricorsi e non basta una sentenza della Suprema Corte: come dire deve intervenire il Padreterno? A riprova che questa è una lobby annidata nell’Amministrazione, facciamo presente che l’attuale direttore dell’Ufficio marmo, insediato al Comune di Carrara come Direttore generale e poi dirigente al Marmo dall’allora sindaco Conti (noto industriale del marmo e autore del depotenziamento del regolamento degli agri marmiferi a favore degli industriali del monte) è da ormai oltre 6 mesi che ci rifiuta i dati dei titolari di questi beni.

Ma facciamo un altro esempio di lobby :

L’ordinanza del Sindaco prot . 35457 del 19.09.2005, prevede che dopo 3 superamenti consecutivi dei limiti di Legge del PM10 (le famigerate e dannosissime polveri sottili) rilevati dalla centralina di misurazione della qualità dell’aria sita in via Carriona alla Lugnola, il sindaco doveva provvedere al blocco del transito dei camion del marmo per tutelare la saluta della popolazione. Ebbene, a dicembre 2011 scadeva la convenzione con la provincia per la gestione della suddetta centralina e l’Amministrazione comunale non ha mosso un dito per far sì che venisse a mancare tale rilevamento a tutela dei polmoni dei cittadini: così i cittadini della Lugnola (e non solo) si sono dovuti sorbire 4 mesi di Polveri sottili in attesa dell’apertura della Strada dei Marmi. Come mai il sindaco non si è adoperato per tutelare la salute della popolazione? Perché eravamo in campagna elettorale e aveva bisogno dei voti che gli arrivavano dai camionisti di Fita CNA e CONFARTIGIANATO trasporti.

Un’altra prova delle lobby interne all’Amministrazione?

In Commissione marmo il consigliere Boggi ha candidamente ammesso di essere amministratore (o comunque di avere interessi diretti) nelle cave del Sagro che, essendo nel comune di Fivizzano, non rientrano nella sfera d’interesse dell’Amministrazione carrarese. Premesso che l’amministrazione di Fivizzano è contigua politicamente a quella carrarese, dimentica il nostro trasparente consigliere che i camion del marmo che accedono alle cave del Sagro transitano attraverso la strada comunale di Campocecina che è stata oggetto recentemente di sommari lavori di manutenzione in base a delibera della Giunta comunale n.287/2012 per un importo di circa 50.000€. Peccato che nel testo della delibera, così come nella relazione illustrativa del progetto preliminare-definitivo si fa riferimento a sempre più frequenti “eventi piovosi a carattere torrenziale che riversano notevoli quantità di materiali detritici sulle carreggiate stradali delle viabilità comunali, provocando sconnessioni al piano viario”. Come dire: sono le frane e gli smottamenti che rovinano la sede stradale di Campocecina, mica i camion del marmo che sono leggeri come piume e nemmeno perdono qua e là qualche sasso, e nemmeno provocano cedimenti della carreggiata! Mica! In altre zone d’Italia la manutenzione delle strade interessate dal traffico delle cave, la paga chi le usa, non la collettività.

MoVimento 5 Stelle Carrara

 

Ultima modifica Giovedì 14 Marzo 2013 18:30

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