Carrara 5 Stelle

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MOZIONE

 

Data 29-07-2013

Oggetto: Transito mezzi pesanti sulle strade comunali

 

La presente per richiedere l’inserimento nell’O.d.G. del prossimo Consiglio Comunale della seguente Mozione del gruppo consigliare “MoVimento 5 Stelle”:

 

Al Presidente del Consiglio Comunale

 

IL CONSIGLIO COMUNALE DI CARRARA PREMESSO CHE:

 

in data 24/4/2008 il giudice Bartolini, con sentenza ribadita il 30/9/08 in seduta collegiale, vietava il passaggio nel centro abitato dei mezzi del marmo che non siano transitati per l’impianto di lavaggio

 

con ordinanza n.38/2012 il dirigente del settore ambiente ordinava il lavaggio esterno dei mezzi provenienti dai bacini marmiferi adibiti al trasporto del marmo in blocchi

 

VISTI:

 

l’art. 32 della Costituzione della Repubblica Italiana;

 

la Legge 23 Dicembre 1978, n. 833 "Istituzione del servizio sanitario nazionale";

 

la direttiva 2008/50/CE relativa alla “qualità dell'aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa”

 

il Decreto legislativo n°155 del 13.08.2010 “Attuazione della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell'aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa”

 

l’art. 15 – punto f) del D.lgs 30 Aprile 1992, n. 285 e s.m.i. con il quale si fa divieto di gettare depositare rifiuti o materie di qualsiasi specie, insudiciare e imbrattare comunque la strada e le sue pertinenze;

 

l’art. 15 – punto g) del D.lgs 30 Aprile 1992, n. 285 e s.m.i. con il quale si fa divieto di apportare o spargere fango o detriti anche a mezzo delle ruote dei veicoli provenienti da accessi e diramazioni;

 

l’art. 164 (sistemazione del carico sui veicoli) del D.lgs 30 Aprile 1992, n. 285 e s.m.i.;

 

la Legge regionale n. 9 del 11.02.2010 “Norme per la tutela della qualità dell'aria ambiente”;

 

RICORDATO CHE:

 

in data 31/12/2012 il dirigente della Polizia municipale rinnovava l’autorizzazione al transito di 2 camion dell’azienda di trasporto AN.BO. Autotrasporti per raggiungere la cava Marmi Walton Carrara (14 gg)

 

in data 3/7/2013 il dirigente della Polizia municipale rinnovava l’autorizzazione al transito di un camion dell’azienda di trasporto F.F. di Ferrari Barbara & C. per raggiungere la cava Crespina2 (9 gg)

 

in data 22/5/2013 il dirigente della Polizia municipale autorizzava (con sospetta rapidità ed efficienza) il transito di 2 camion dell’azienda di trasporto Marco Ambrosini Trasporti srl per raggiungere la cava Vittoria presso il monte Sagro (1 g)

 

in data 9/7/2013 il dirigente della Polizia municipale autorizzava il transito per 8 giorni all’azienda di trasporto Autotrasporti Baldini snc per raggiungere la cava Boccanaglia Alta

 

DATO CHE:

 

il percorso consentito per raggiungere le suddette cave è: Strada dei Marmi, Via Carriona di Colonnata in senso discendente, Via Colonnata, Via Torano, Ponte di Torano, Via Marcognano, V.le Potrignano, S.P.73, Centro abitato Gragnana, Centro abitato Castelpoggio, Strada comunale per Campocecina

 

il percorso di ritorno consentito, a pieno carico, è: Strada comunale per Campocecina, Centro abitato Castelpoggio, Centro abitato Gragnana, S.P.73, V.le Potrignano, Via Apuana, Via Carriona, V.le XX Settembre.

 

CONSIDERATO CHE:

 

le cave del monte Sagro sono situate all’interno del Parco regionale delle Alpi apuane, nel territorio comunale di Fivizzano, pertanto al Comune di Carrara derivano solo oneri e nessun contributo alle spese di manutenzione strade e pulizia

 

in località Foce di Pianza sono presenti altre due cave: Valcontrada e “Piccini”, adesso inattive ma chissà per quanto ancora

 

ci viene riferito che vengono effettuati transiti da parte di soggetti privi di autorizzazione

 

ci viene riferito che le velocità tenute da alcuni camionisti non si confanno alla pericolosità del trasporto stesso, approfittando della “ovvia” scarsità dei controlli

 

nelle scorse settimane da uno dei camion di nuova autorizzazione è stata persa una scaglia staccatasi da uno dei blocchi trasportati, nel tratto di attraversamento del paese di Gragnana

 

ci viene riferito inoltre che numerosi abitanti delle frazioni montane interessate sono pronti a bloccare il transito di questi mezzi pesanti

 

nel vicino comune di Casola in Lunigiana due consiglieri comunali (Ottolini del PD e Cimoli del PSI) hanno contestato al sindaco l’autorizzazione al transito di n.8 camion del marmo attraverso il paese stesso, per i pericoli che tali transiti costituiscono

 

CONSTATATO CHE:

 

esiste una viabilità alternativa attraverso il bacino marmifero di Torano grazie ad un breve tronco viario che superi un dislivello di circa 300 m.

 

in questo modo i camion transiteranno all’andata e al ritorno attraverso la Strada dei Marmi, quindi verrebbero pesati e lavati

 

grazie a questa soluzione si evitano gravi rischi per l’incolumità e la salute di numerosi cittadini e turisti

 

INVITA A IMPEGNARSI

 

il Sindaco e la Giunta ad attivarsi nei confronti del Comando di Polizia municipale per ridurre da subito il numero dei transiti in oggetto

 

il Sindaco e la Giunta ad attivarsi affinché l’autorizzazione al transito sia, a partire dal prossimo anno, negata per motivi di salute e di sicurezza e sia posta in capo ai concessionari di cava ed escavatori, del Sagro, la realizzazione, a proprio onere e spesa, del tratto di strada che permette di collegare la Foce di Pianza col bacino marmifero di Torano, il cui progetto giace da anni, inutilmente, nei cassetti della provincia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Data 08-01-2013

Oggetto: Regolamento Agri Marmiferi con nostri emendamenti

 

Evidenziato in giallo il testo da eliminare; le parti in rosso e sottolineate sono le nostre proposte di emendamento

 

IL CONSIGLIO COMUNALE

 

Considerato che il “Sistema Marmo” continua a rappresentare il fattore fondamentale ed insostituibile per lo sviluppo economico e sociale della città e del territorio oltre che per l’identità stessa di Carrara;

 

Considerato conseguentemente che le politiche relative al marmo assumono un ruolo assolutamente strategico in funzione del quale l’Amministrazione comunale è impegnata, in conformità al programma di governo proposto ai cittadini, a definire un complessivo progetto di intervento che, prendendo in considerazione tutti gli elementi che compongono il Settore e puntando sul filo conduttore della valorizzazione delle risorse in campo e dell’alta qualità dell’intero sistema, sia in grado di dar vita ad un nuovo modello di sviluppo in cui l’integrazione tra le fasi dell’estrazione, della trasformazione, della commercializzazione, delle lavorazioni artistico-artigianali, della ricerca e innovazione tecnologica, della promozione, della cultura e del turismo legati al marmo e alle cave, non sia casuale ma generata e supportata da una visione organica e da un fine unitario comune;

 

Ritenuto che questo complessivo progetto di intervento debba innanzitutto basarsi sulla riorganizzazione, riqualificazione e razionalizzazione dell’attività di coltivazione delle cave finalizzata alla valorizzazione della materia prima escavata e ad una più funzionale gestione delle lavorazioni per garantire qualità e continuità delle produzioni, unitamente al superamento delle criticità oggi esistenti in ordine alla sicurezza sui luoghi di lavoro, all’impatto ambientale, alla tutela idraulica e idrogeologica;

 

Dato atto che l’attività di escavazione nelle cave carraresi non è pienamente regolata in conformità alle disposizioni normative vigenti e non è svolta nella assoluta legittimità con condizionamenti da parte del mondo delle imprese del monte a discapito dell’interesse esclusivo della città e della collettività carrarese;

 

Dato Atto altresì che l’attuale quadro normativo regionale e comunale necessita di un sostanziale aggiornamento ed adeguamento finalizzato soprattutto a recepire principi e disposizioni introdotti dalla normativa comunitaria e nazionale nell’ultimo decennio;

 

Dato atto che il quadro normativo comunale necessita di un allineamento alla normativa nazionale e regionale vigente;

 

Richiamato al riguardo il lavoro già svolto nella recedente legislatura da parte della Commissione Consiliare Marmo e Attività connesse che, anche sulla base di specifici ordini del giorno approvati dal Consiglio Comunale, aveva predisposto una complessiva rivisitazione del Regolamento per la Concessione degli Agri Marmiferi; Preso Atto che nel frattempo la Regione Toscana ha avviato la revisione del quadro normativo regionale di riferimento attraverso la complessiva riscrittura del Testo Unico in materia di cave, torbiere e miniere (L.R. n. 78/1998);

 

Ravvisata pertanto la necessità di rapportarsi fattivamente con l’Amministrazione regionale per far sì che l’elaborazione della nuova normativa possa contribuire al superamento delle criticità tutt’ora presenti evitare la perdita delle prerogative concesse al Comune di Carrara dalle normative vigenti in materia di cave nelle cave di marmo di Carrara;

 

Rilevato che tra le problematiche di maggior importanza rientra la definizione degli aspetti patrimoniali degli agri marmiferi, con la riconduzione al regime concessorio degli agri marmiferi situati nel Comune di Carrara con particolare riguardo al regime concessorio ed alla presenza dei cd."beni estimati", aspetti che incidono direttamente anche sul sistema delle entrate derivanti dall'attività di escavazione;

 

Ritenuto che relativamente alle concessioni sia necessario intervenire per adeguare gli attuali strumenti legislativi e regolamentari ai principi del libero mercato e della libera concorrenza con particolare riguardo agli aspetti della temporaneità, dell'onerosità e delle modalità di rilascio, tenendo conto anche delle esigenze produttive e gestionali dell'attività di escavazione;

 

Considerato che oggi, contrariamente alla precedente regolamentazione basata sugli accordi con gli operatori economici del settore che prevedeva una sostanziale parificazione tra gli agri marmiferi comunali e le aree con diversa qualificazione giuridica, la presenza dei cosiddetti "beni estimati" si appalesa ancor più anacronistica e oggi illegittima in relazione alla disparità di trattamento tra le imprese che esercitano l'attività di escavazione ed in relazione al sistema delle entrate a favore del Comune, rendendo quindi improcrastinabile il superamento di tale situazione, che la normativa, la giurisprudenza ( anche quella della Corte Costituzionale) e la dottrina non hanno fino ad oggi assicurato e sufficientemente chiarito; hanno di fatto superato con l’entrata in vigore del regolamento comunale degli Agri marmiferi;

 

Rilevato che le problematiche evidenziate testimoniano la specificità e peculiarità dei bacini marmiferi carraresi, a cui è sempre stato riconosciuto dal legislatore, sia nazionale che regionale, un regime giuridico particolare, che è necessario mantenere rivendicando con forza, a tutti i livelli, l'autonoma potestà regolamentare del Comune di Carrara, conquistata con lunghe ed estenuanti battaglie politiche, amministrative e legali;

 

Considerato che nella complessiva revisione normativa, oltre alle problematiche relative ai bacini marmiferi ed alla attività di escavazione, devono trovare spazio anche strumenti per il sostegno ed il rilancio del comparto della trasformazione e lavorazione al piano che è di fondamentale importanza per lo sviluppo della occupazione e delle imprese; strumenti che, partendo dalla materia prima escavata nelle cave, puntino ad incentivare, nell'assoluto rispetto delle normative vigenti e delle regole di mercato, la lavorazione in loco da parte delle nostre aziende favorendo il modello della "filiera produttiva locale";

 

IMPEGNA INVITA


Il Sindaco e la Giunta a definire ed avviare senza indugio, anche con il coinvolgimento delle competenti Commissioni consiliari e conformemente a quanto in premessa evidenziato, gli interventi necessari al superamento delle problematiche relative al settore marmo, cioè di un allineamento alla normativa nazionale e regionale vigente, rapportandosi fattivamente con la Regione Toscana affinchè nella revisione della L.R. n. 78/1998 siano inseriti gli strumenti idonei ad evitare la perdita delle prerogative concesse al Comune di Carrara dalle normative vigenti in materia di cave e al raggiungimento di un obiettivo fondamentale per lo sviluppo economico e sociale della città e di tutta la collettività carrarese.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Data 01-07-2013

Oggetto: Bilancio partecipato

 

ll bilancio partecipato è lo strumento più innovativo in termini di comunicazione sociale, ha un orizzonte temporale orientato al futuro e permette ai cittadini, sia singolarmente sia tramite le associazioni attive sul territorio, di partecipare concretamente alle decisioni di spesa e investimento. E' un processo democratico utilizzato dalle amministrazioni pubbliche - ormai in tutto il mondo e, vicino a noi, a Capannori e a Massa - per colmare la distanza tra istituzioni e cittadini e rendere questi ultimi protagonisti delle scelte che riguardano il loro territorio. E' una pratica riconosciuta come valido strumento amministrativo di gestione efficace ed efficiente delle risorse comuni. La collettività deve riacquistare un ruolo attivo e centrale nella vita politica; pertanto deve avere la possibilità di intervenire sulle metodologie di impiego delle risorse di cui il Comune dispone, è infatti nella definizione del bilancio che la partecipazione si esprime ai più alti livelli, perchè è li che si decidono gli investimenti, è fra le sue pieghe che si disegna il futuro di una comunità. Permettere di avvicinare i cittadini alla "vita amministrativa" e alle scelte di bilancio della propria amministrazione, crea comunità, tesse nuove relazioni sociali, promuove una cultura dei beni comuni. Vista la legge regionale della Toscana del 27/12/2007 "Norme sulla promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali", considerato che il Comune di Carrara ha sottoscritto il protocollo d’intesa con la Regione Toscana relativo alle legge regionale sopracitata, dal momento che il Comune di Carrara nel 2009 ha realizzato un progetto chiamato "Bilancio Partecipattivo" e nel 2011 un progetto chiamato "Oltre le circoscrizioni" entrambi rivolti al tentativo di garantire la partecipazione il Consiglio Comunale invita la giunta ad iniziare un percorso di Bilancio Partecipato stabilendo, compatibilmente con gli impegni di spesa e investimento, un budget di riferimento.