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Martedì 15 Marzo 2011 16:17
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Fortitudo mea in rota (ma non per tutti)

 

Ci rallegriamo dei lieti eventi ciclistici che hanno invaso le nostre strade nei giorni scorsi. Come potrebbe essere diversamente? Occasione di tale portata sportiva, come l’anno scorso fu anche il Giro d’Italia non possono che essere motivo di entusiasmo poiché comportano oltre a momenti di spensieratezza alla cittadinanza, anche forse qualche ricaduta economica di rilievo sul territorio comunale.

 

Eppure non possiamo che dirci stupiti sul come mai, proprio le nostre strade siano state scelte per essere percorse dalle preziose ruote del ciclismo professionista, mentre per un ciclista della domenica è rischioso saltare in sella ed ecologicamente muoversi verso qualsiasi meta. Per una mamma con passeggino è una odissea passeggiare con il proprio bambino e peggio ancora, per un disabile è impossibile uscire di casa. Lo stupore si fa biasimo scoprendo come le strade tracciate dalla gare siano state tempestivamente approntate al minimo decoro ed alla minima usabilità (vediamo addirittura fiori decorare aiuole che entro pochi giorni lasceranno questa terra perché nessuno darà loro acqua, con conseguente spreco di soldi e serio fastidio per l’incuria verso le piante), mentre il resto della città è attraversata  da vie cadenzate da buchi e fratture dell’asfalto e i marciapiedi come qualsiasi altro passaggio pedonale risultano troppo spesso impraticabli!

 

Si perde il conto dei tombini di ogni natura e sorta che fanno del manto stradale un decoro a pois, delle toppe di catrame che si susseguono collassando e creando ericolosi avvallamenti per i ciclisti (e non a caso un gareggiante ne ha fatto le spese cadendo), delle griglie di deflusso dell’acqua che vengono inglobate nell’asfalto, dei crateri lasciati da un manto stradale che si spacca e precipita verso il basso.

 

Se questo è lo stato delle strade che teoricamente impattano solo sulla vita degli ormai pochi coraggiosi ciclisti che hanno rinunciato al diritto di avere piste ciclabili, certo non va meglio per i poveri camminatori ostinati.  L’usabilità del nostro territorio urbano sembra il risultato di una lucida follia. I marciapiedi, ove esistono sono tempestati da ogni sorta di dissesto ed ostacolo così che per un disabile o una mamma con passeggino potersi muovere significa di fatto passare nella carreggiata delle auto. I marciapiedi finiscono senza scivoli e le strisce sono poste dove gli scivoli non ci sono. Come se non bastasse, a ciò possiamo aggiungere l’incuria di tanti cittadini che, forse ormai abituati all’aria di degrado, si lasciano trascinare in abitudini e comportamenti incivili quali l’abbandonare l’auto dove più crea problemi ad altri e meglio viola il codice stradale: l’unica certezza è che non sussiste alcun pericolo di veder passare un vigile a riportare un po’ di senso civico per la via.

 

Diciamocelo: è una questione di soldi. La manutenzione delle strade costa, i vigili anche. Queste considerazioni ci riportano allora alla stessa lecita domanda e cioè se i soldi pubblici vengono gestiti per il bene comune con un qualche criterio efficace ed efficiente e soprattutto se non vi fosse nulla di meglio in cui investire i milioni di euro spesi per impianti di bricchettaggio e vie del marmo ad esempio (che tanto pesano sulle spalle dei cittadini), mentre ciò che è dei cittadini e che per loro è prezioso viene ricordato solo con gli spiccioli.

 

Con tutti questi soldi si poteva di sicuro fare interventi di manutenzione seria, investimenti a rendere sul territorio (quali ad esempio valorizzare il territorio così che la panzana delle intenzioni turistiche fosse un po’ più credibile) e magari anche qualche intervento di promemoria ai cittadini più sbadati, cui in questo caso proviamo a dare una ravveduta. A costoro proviamo a ricordare che i divieti di sosta esistono per ragioni precise che vanno dal disturbo della visuale di chi guida, all’intralcio al movimento di altri, al pericolo per la sicurezza altrui ed il fatto che il comune non provveda a rincorrervi per ricordarlo a suon di multe non autorizza nessuno ad un simile abbruttimento dei comportamenti civili.

 

Attendiamo di vedere un cambiamento di rotta da parte del nostro comune sperando che anche per le questioni qui citate, imbocchi presto il percorso dei comuni virtuosi.

 

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