Carrara 5 Stelle

Martedì 04 Giugno 2013 16:29

Il NO alla Tirrenica sbarca in parlamento

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Il NO alla Tirrenica sbarca in parlamento

 

Arriva un nuovo alleato, il MoVimento 5 Stelle, ad aiutare chi contrasta il progetto SAT dell'autostrada Tirrenica che prevede la costruzione di nuovi tratti in zone di alto pregio ambientale e, ove già esistente, di trasformare la superstrada in autostrada a pagamento.

 

 

Italia Nostra Toscana e Lazio, Coordinamento NO SAT, Coordinamento Comitati e Associazioni Ambientali tosco-laziali, accompagnati dagli attivisti del M5S Grosseto e Follonica, hanno incontrato un consigliere regionale e alcuni deputati del M5S delle commissioni Ambiente e Trasporti, a cui hanno esposto alcuni degli aspetti più controversi quali:

 

- un bene comune viene regalato ai privati;

- l'impatto ambientale a sud di Grosseto è insostenibile;

- sono garantiti i guadagni privati eliminando il rischio d'impresa;

- i cittadini pagheranno un nuovo insostenibile dazio per spostarsi e rincareranno le merci, il tutto senza avere alcun miglioramento reale del servizio;

- saranno imposte le tariffe più care d'Italia per una strada oggi gratuita;

- la diminuzione dei flussi di traffico non giustifica il piano economico dell'opera rischiando un altro caso di opera fallimentare come successo per la Livorno-Rosignano.

 

I comitati, accompagnati da esperti e docenti universitari, hanno suffragato l'assoluta inutilità e l'enorme danno di quella che è stata definita la "Truffa Tirrenica" che non riguarda solo l'asse nord ma si estende anche alla parte sud dove analogamente si sta procedendo alla privatizzazione della strada statale Pontina nel tratto Roma - Latina.

 

I parlamentari e consiglieri regionali M5S, a cui é stata illustrata la soluzione alternativa che consiste nella messa in sicurezza dell'Aurelia nei tratti ancor'oggi pericolosi, si sono resi disponibili all'interno del Parlamento per tutte le istanze che si riterranno necessarie e per far luce sui tanti documenti spesso occultati a comitati e cittadini, e hanno dato la disponibilità per partecipare alle prossime manifestazioni locali. Per contrastare il mancato coinvolgimento della popolazione e la mancata trasparenza sul progetto è emersa la volontà di promuovere convegni e conferenze di alto livello culturale con la presenza di economisti ed esperti.

 

I parlamentari del M5S hanno dunque assicurato quel supporto politico che in questi anni è mancato ai cittadini, ai comitati e alle associazioni, per rompere il rapporto perverso tra grande industria, finanza e politica.

 

MoVimento 5 Stelle

 

Mercoledì 08 Maggio 2013 17:10

Le senatrici di Carrara rinunciano ai privilegi della politica

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Riceviamo dal Senato e volentieri pubblichiamo due documenti, protocollati in data 15 e 11 Aprile 2013.

 

 

Con il primo, la nostra concittadina, Senatrice Laura Bottici, Questore al Senato, rinuncia alla indennità di servizio ed all'appartamento di servizio in centro a Roma che spettano a chi ricopre la carica di "Senatore Questore".

 

 

Con il secondo documento, del 11 Aprile 2013, la Senatrice chiede alla Presidenza del Senato se sia possibile rideterminare all'origine e su richiesta di ciascun singolo Senatore, l'indennità parlamentare. Questa ipotesi eviterebbe di dover ricorrere alla restituzione per chi - come i parlamentari del movimento 5 stelle - vuole ridursi lo "stipendio". Nello stesso documento si chiede inoltre di aprire un nuovo capitolo di entrate nel Bilancio del Senato dove chi vuole potrà far confluire la parte eccedente di indennità e di rimborsi spese (diaria, spese telefoniche, eccetera).

 

In attesa che i parlamentari di quelle forze politiche che vanno invocando austerity si adeguino alla nuova tendenza di dare il buon esempio, continueremo a pubblicare i documenti attestanti come i portavoce che abbiamo inviato in parlamento, rinunciano allo status di politico, nella sua accezione moderna ed italica, preferendo restare comuni cittadini.

 

MoVimento 5 Stelle Carrara

 

 

Venerdì 19 Aprile 2013 23:14

Non ci sentiamo rappresentati dal Sen. Mastrangeli

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Gli attivisti del gruppo di Carrara del Movimento 5 Stelle non si sentono rappresentati dal Sen. Mastrangelo Marini e per questo ritengono inopportuna la sua permanenza nel gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle.

 

Mastrangeli dimostra di non aver capito i principi base del Movimento, dove uno vale uno non significa che ciascuno fa quello che vuole, ma che ognuno nel movimento (anche chi non è stato eletto) può contribuire a prendere decisioni condivise che poi, tutti assieme ci impegniamo a portare avanti (soprattutto chi è stato eletto). Questo significa essere portavoce del movimento 5 stelle. Ed in questa modalità di partecipazione riteniamo che non ci sia spazio per i personalismi.

 

Le comparsate di Mastrangeli e la sua inarrestabile voglia di apparire in ogni trasmissione televisiva non rappresentano il nostro Movimento e fanno vergognare tutti quelli che si sono dati da fare per farlo eleggere.

 

MoVimento 5 Stelle Carrara

 

 

Martedì 16 Aprile 2013 11:38

Goldman Environmental Prize 2013 a Rossano Ercolini

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Con grande soddisfazione pubblichiamo il comunicato che annuncia la vittoria di Rossano Ercolini del prestigioso Goldman Environmental Prize, da alcuni chiamato il "nobel alternativo" per l'ambiente. Nel farlo riportiamo anche una video intervista che facemmo a Rossano qualche tempo fa, per rinfrescarci le idee su cosa è rifiuti zero.

 

 

 

Assegnato il premio ambientale Goldman 2013

Rossano Ercolini, del movimento Rifiuti zero, vincitore per l'Europa.

 

SAN FRANCISCO, 15 aprile 2013. La Goldman Environmental Foundation di San Francisco (USA) ha annunciato oggi i nomi dei sei vincitori del premio ambientale Goldman del 2013. Il riconoscimento è andato a sei coraggiose figure internazionali che s'impegnano quotidianamente in difesa dell’ambiente e della qualità della vita delle comunità.

 

Il premio ambientale Goldman, alla sua 24esima edizione, viene assegnato annualmente a delle persone che si sono contraddistinte per il loro impegno ambientale, provenienti dalle sei regioni continentali abitate del pianeta. Il premio in denaro, 150mila dollari, rappresenta la più grande somma corrisposta per l’attivismo ambientale di base.

 

Il premio è stato assegnato nel corso di una cerimonia, lunedì 15 aprile 2013, alle ore 17.00 presso la San Francisco Opera House. Seguirà una cerimonia più piccola presso il Ronald Reagan Building and International Trade Center di Washington, D.C., mercoledì 17 aprile.

 

Per l'Europa, il prestigioso riconoscimento è stato assegnato quest'anno, per la prima volta in 15 anni nella storia del premio, a un italiano: Rossano Ercolini, di Capannori (Lu), in Toscana. Rossano, un insegnante di scuola elementare, ha avviato una campagna di sensibilizzazione pubblica sui pericoli degli inceneritori e dato impulso in Italia al movimento nazionale Rifiuti Zero.

 

La Fondazione Goldman ha voluto premiare Rossano Ercolini, poiché “quando sentì parlare dei progetti di edificazione dell’inceneritore nel suo Comune, ritenne di avere la responsabilità, come educatore, di proteggere il benessere degli studenti e di informare la comunità in merito ai rischi dell’inceneritore e alle soluzioni per la gestione sostenibile dei rifiuti domestici del paese”, come si legge nella motivazione del premio.

 

Proprio lo scorso 27 marzo è stata depositata in Corte di Cassazione la Legge d'iniziativa popolare sui Rifiuti zero, che mira a una riforma organica del sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti e si articola attorno a 5 parole chiave: sostenibilità, ambiente, salute, partecipazione e lavoro. Da ieri, e per sei mesi, si raccolgono le firme (ne servono 50mila) a sostegno della proposta di legge, per riportare al centro della discussione politica le proposte virtuose nella gestione dei rifiuti. Per saperne di più: http://www.leggerifiutizero.it/.

 

Insieme a Rossano Ercolini, gli altri vincitori del premio ambientale Goldman per il 2013 sono:

 

JONATHAN DEAL, Sud Africa

Senza alcuna esperienza nell’organizzazione delle comunità a livello di base, Jonathan Led è riuscito a condurre una campagna di successo contro l’idrofratturazione in Sud Africa, per proteggere Karoo, una regione semidesertica riconosciuta per la sua agricoltura, bellezza e fauna selvatica.

 

AZZAM ALWASH, Iraq

Dopo aver rinunciato ad una comoda vita familiare in California, Azzam Alwash è ritornato in Iraq, un paese dilaniato dalla guerra, per guidare gli sforzi delle comunità locali di recupero dei territori paludosi, che erano stati trasformati in trombe di polvere durante il regime di Saddam Hussein.

 

ALETA BAUN, Indonesia

Attraverso l’organizzazione di centinaia di abitanti di villaggi locali per l’occupazione pacifica delle sedi di estrazione del marmo tramite “proteste ad intreccio”, Aleta Baun è riuscita ad arrestare la distruzione di terreni forestali sul Monte Mutis nell’isola di Timor.

 

KIMBERLY WASSERMAN, USA

ha guidato i residenti locali in una riuscita campagna mirata a chiudere due dei più importanti impianti a carbone del paese, e sta ora trasformando le vecchie sedi industriali di Chicago in parchi e spazi multiuso.

 

NOHRA PADILLA, Colombia

Ignorando i potenti opponenti politici ed una diffusa cultura di violenza, Nohra Padilla ha organizzato i raccoglitori di rifiuti colombiani, con l’intento di rendere il riciclaggio una componente legittima della gestione dei rifiuti.

 

Mercoledì 10 Aprile 2013 09:59

Intervento del M5S in Senato su tragedia Moby Prince

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Pubblichiamo l'intervento del 10 Aprile 2013 in Senato di Sara Paglini del MoVimento 5 Stelle, circa la tragedia del Moby Prince

 


 

Il 10 Aprile del 1991, si compiva la più grande tragedia della Marina Mercantile Italiana. Appena fuori dal porto di Livorno 140 persone morivano nell’incendio del traghetto Moby Prince. Sono passati 22 anni da quella sera del 10 Aprile e nonostante due inchieste giudiziarie, questa tragedia resta avvolta in un alone di mistero.

 

Dopo tutti questi anni, come spiegazione, non può bastare il destino cinico e la nebbia a cui hanno subito addossato la responsabilità l’allora Ministro Vizzini e il comandante della capitaneria Com.te Albanese.  Una nebbia che inizialmente era data per certa, poi per anni è stato detto che non c’era ed ora sarebbe ritornata ad essere l’unica responsabile.  Una nebbia anomala e circoscritta che a detta dello stesso comandante Albanese “non si era mai vista a Livorno”  ed infatti molti non l’hanno mai vista, come ad esempio l’Avvisatore Marittimo in servizio quella sera che dalla sua postazione confermò una completa visibilità che gli permetteva di vedere tutte le navi in rada fuori dal porto di Livorno.  Un banco di nebbia che, secondo i periti, per poter essere spiegazione plausibile, avrebbe dovuto viaggiare controvento e a notevole velocità.

 

Ebbene questa spiegazione non può bastare,  dopo 22 anni è ora di fare chiarezza.

 

Occorrerà, forse, valutare attentamente il contesto storico in cui si trovava a transitare il traghetto Moby Prince, quella sera, infatti, era l’ultima notte prima del termine ufficiale della Guerra del Golfo e,  dato che il porto di Livorno si trova adiacente all’ingresso della grande base militare americana di Camp Darby,  in quel tratto transitavano numerose navi da carico militarizzate di ritorno dalla guerra  e presumibilmente cariche di armi e munizioni e presumibilmente sotto attenta sorveglianza.

 

Ci sono degli elementi nuovi in questo senso, leggiamo sui giornali in questi giorni che una perizia tecnica privata avrebbe dato finalmente un nome a quella che per tutti questi anni è apparsa come una “nave fantasma”  di cui grazie alle registrazioni radio si sapeva della presenza in quella notte sulla scena dell’incidente, ma che ancora non aveva un nome e che  secondo questa perizia sarebbe proprio una di quelle navi militarizzata.

 

Noi ci poniamo domande i parenti, gli amici, i conoscenti delle vittime si pongono domande, e non arrivano risposte, non sappiamo se questa è la direzione giusta che ci porterà alla verità, ma certamente non bisogna lasciare nulla di intentato.


Per questo chiediamo al Ministro competente di acquisire tutti i dati e riferire in parlamento su questa circostanza.

 

E’ possibile, che occorra guardare il quadro più prossimo all'incidente e fare ulteriori indagini sul  perché e come ci furono manomissioni a bordo del traghetto una volta riportato in porto, sulle carenze in materia di sicurezza evidenziate dalle indagini e quindi su eventuali responsabilità dell’armatore, bisognerà chiarire una volta per tutte quale fosse la posizione della petroliera Agip Abruzzo al momento della collisione, elemento mai del tutto accertato.

 

Si dovrà certamente procedere ad una seria e serrata ricerca della verità per stabilire le eventuali responsabilità nella macchina dei soccorsi, perché è incredibile che un traghetto grande come un palazzo resti per ore in fiamme fuori dal porto senza che nessuno presti il minimo soccorso, fino a quando a richiamare i soccorsi sotto al traghetto, ormai a notte fonda, sono gli uomini della compagnia dei rimorchiatori di Livorno.

 

Insomma è giunto il momento che l’Italia esca dal buio e non sia più considerato il paese dei misteri, è arrivato il momento di fornire risposte a questa come alle altre tragedie e stragi nazionali che ancora non sono state portate alla luce.

 

Anche se non sarà forse possibile dare una verità giudiziaria, dopo tanti anni e con le prescrizioni dei reati dietro l’angolo, riteniamo che sia responsabilità di questo parlamento, eventualmente anche attraverso una commissione di inchiesta, far luce, per dare almeno una verità storica al nostro paese su quello che accadde quella sera.

 

Chiediamo onorevole presidente e colleghi, che sia rispettata la memoria delle vittime con 1 minuto di silenzio.

 

 

Martedì 26 Marzo 2013 12:10

Primo Intervento M5S in aula Senato

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Pubblichiamo il primo Intervento del Sen. Vito Crimi capogruppo del Movimento Cinque Stelle in Senato in risposta a Conclusioni del Consiglio Europeo 14-15 marzo 2013 a Bruxelles del Presidente Monti:

 


Presidente Monti,

 

La ringrazio, a nome del gruppo parlamentare Movimento 5 Stelle per aver relazionato a questo ramo del Parlamento sul Consiglio europeo del 14/15 Marzo scorso.

 

Dal combinato disposto della lettura delle Conclusioni ufficiali dello scorso Consiglio Europeo e dall’ascolto delle Sue dichiarazioni rileviamo un misto di mezze-verità e di illusioni che cercano maldestramente di mascherare il disastroso fallimento delle politiche di austerità. Il premio Nobel Paul Krugman ha recentemente denunciato il tentativo di “coprire l’orrore della situazione europea con una coperta di parole tranquillizzanti”. Ciò che Krugman chiama “gli orrori dell’austerità” sono a chiunque evidenti nei dati sulla disoccupazione, sul logoramento delle piccole-medie imprese, sul calo della produzione industriale, sull’approfondirsi di una depressione persino più grave di quella iniziata nel 1929.

 

Fu proprio la Grande Depressione degli anni ’30 a insegnarci tragicamente come l’austerità in tempi di crisi non risolva le difficoltà, come enfaticamente annunciato dai fanatici del rigore, ma anzi, al contrario, aggravi la situazione economica stessa causando l’esplodere della disoccupazione, in particolar modo giovanile, l’inaridirsi degli investimenti, il fallimento delle piccole-medie imprese. Anche il debito pubblico, sbugiardando le previsioni “ufficiali” frettolosamente corrette di mese in mese, aumenta vertiginosamente in tutti i Paesi europei sottoposti allo shock dell’austerità, a partire dalla Grecia, dal Portogallo, dalla Spagna e dall’Italia per giungere poi alla cosiddetta “solida” Francia.

 

Se la crisi ha le sue origini nel settore finanziario privato, il suo perdurare ed inasprirsi è dovuto a politiche sbagliate e segnatamente pro-cicliche, che cioè aggravano il contesto economico in un quadro già critico. Questa situazione è ben fotografata dalla Corte dei Conti, il cui Presidente, durante un'audizione sulla nota di aggiornamento al Def davanti alle Commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato, il 2 Ottobre 2012 ha dichiarato: “la compressione del reddito disponibile di famiglie e imprese non può, infatti, non generare una caduta dei consumi e degli investimenti”.

 

E ancora: “Si continuano a inasprire le manovre correttive, ma l’economia reale non riesce più a sopportarne il peso”.

 

Per cui, e non lo sosteniamo solo noi, fin qui avete operato politiche deflazionistiche. Riconoscetelo.

 

Fino a quando il Governo e i partiti intendono portare avanti l’idolatria dell’austerità, e il suo contorno di mistificazioni e “previsioni” puntualmente smentite da una realtà sempre più drammatica? Fino a quando il Governo e i partiti continueranno a ignorare le rivendicazioni di giustizia sociale e uguaglianza dei cittadini europei, a partire dagli indignados spagnoli che urlano “no al rescate”, dai portoghesi che scendono in piazza contro la Troika, di greci e ciprioti che protestano contro la loro riduzione in miseria, degli italiani stessi?

 

L’ultimo vertice europeo, a quanto pare cieco e sordo di fronte alla realtà, continua nonostante tutto ad abbinare rigore e crescita, un vero ossimoro.

 

Come altro interpretare l’esigenza espressa di “Portare avanti un risanamento di bilancio differenziato e favorevole alla crescita” ? E’ una contraddizione in termini se non volessimo leggere tra le righe nella locuzione “differenziato” chissà quali aperture a politiche di minor rigore. Questo nella relazione conclusiva del Consiglio Europeo già citata non è tuttavia chiaro. In verità, Lei Presidente Monti in una lettera al Presidente del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy ha scritto che il rigore fiscale resta la priorità e che occorre sfruttare appieno i margini di flessibilità già contenuti nel Patto di Stabilità a cominciare dalla possibilità di scomputare dal deficit gli investimenti produttivi. Tale ipotesi trova l’accordo del Presidente Francese François  Hollande.  In apparenza anche il cancelliere Angela Merkel sembra  concorde con tale scenario ed infatti ha dichiarato “è giusto che l’Italia”, con un rapporto deficit/Pil che nel 2012 si presume sia stato inferiore al 3%,”possa avere maggiore spazio per gli investimenti.

 

In realtà non è sia deciso assolutamente nulla, solo dichiarazioni d’intenti, propositi insufficienti, perché quello che conta è la modalità dello scorporo degli investimenti dal deficit pubblico. Non la misura dell’intervento stesso, come se non si avesse coscienza del dramma sociale che milioni non solo di italiani ma anche di europei stanno vivendo.

 

Anzi per dare il quadro completo occorre registrare che già c’è chi si mette di traverso, facendo emergere l’anima rigorista, non senza interessi per il proprio paese. Il premier svedese, Fredrik Reinfeldt, si è mostrato scettico sulla, già molto timida, linea della flessibilità controllata per le politiche di bilancio. Ha sostenuto che in Europa ci sono Paesi che vogliono continuare a vivere sul debito chiedendo ai paesi “virtuosi” di pagare il conto: noi, M5S, questo non lo accettiamo.

 

Il Governo italiano intanto continua nonostante tutto a presentare all’opinione pubblica supposte conquiste che non sono altro che maldestri ritocchi di maquillage per rifare il trucco a un naufragio annunciato.

 

Presidente Monti Le chiediamo qui un atto di umiltà: E' giunto il momento di dire la verità agli italiani, di parlar chiaro, di cambiare rotta in modo radicale. L’austerità ha fallito, completamente e in modo incontestabile. Gli italiani e i popoli europei hanno già pagato un prezzo troppo alto per continuare a giustificare sacrifici per un’ideologia fallimentare e per salvare il settore finanziario dai suoi stessi famelici eccessi. I partiti, tutti qui presenti, che ne sono stati gli araldi e gli strenui difensori non hanno più nessuna credibilità e dovrebbero chiedere umilmente scusa e fare non uno ma due passi indietro.

 

Abbiamo immediato bisogno di un new-deal che rimetta al centro il lavoro, le piccole-medie imprese, la giustizia sociale, la speranza in un futuro che ai nostri giovani sembra sia stato sottratto. La sofferenza popolare chiede un cambiamento radicale che dia la priorità non più alla finanza speculativa ma alla vita delle persone, ai bisogni della gente e in definitiva all’economia reale.

 

Anche il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione, il solo provvedimento espansivo su cui tutte le parti politiche e sociali concordano e che ha la benedizione del Capo dello Stato, richiede un consenso europeo. Su tale punto Bruxelles chiede all'Italia, come dichiarato dal Vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani, l'ammontare del debito ma nel paese dell'ipocrisia contabile e dell’evasione fiscale, anziché dotarsi di una contabilità analitica idonea a misurare l'ammontare dello stesso, si e' preferito nasconderlo per far quadrare fittiziamente i conti.

Stime prudenti quantificano l'ammontare del debito della PA in 140 miliardi che se venissero incassati dalle imprese potrebbero mettere in moto investimenti pari a circa il 10 % del PIL. Un'enormità che avrebbe anche benefici sul rapporto deficit PIL.

Riteniamo  quindi che la somma prevista per iniziare i pagamenti, ovvero 40 miliardi nel biennio 2013-14, sia del tutto inadeguata.

 

L'entità delle somme e la situazione drammatica in cui versano le piccole e medie imprese già soffocate dal fisco, devono imporre al governo una risoluzione del problema urgentissima.

 

Gli “orrori dell’austerità” hanno i giorni contati grazie alla straordinaria mobilitazione di milioni di italiani ed europei. I partiti artefici del disastro lo sanno, ma invece di assumersi le loro responsabilità cercano di tergiversare e prendere tempo per non ammettere i colossali errori che ci hanno portati sino a qui.

 

In conclusione, chiediamo che d’ora in avanti si abbia il coraggio di abbandonare le politiche pro-cicliche recessive e si definisca una agenda che punti alla crescita reale del Paese auspicando una collaborazione con gli altri paesi che maggiormente condividono la nostra stessa situazione economico-finanziaria tipicamente dell’area mediterranea. Casi come quello di Cipro, di estrema attualità, non devono più accadere.

 

 

 

 

 

 

Venerdì 22 Febbraio 2013 15:47

Il respiro del movimento

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Tutti sentiamo che qualcosa sta per accadere, quella sensazione di accelerazione, come quando stiamo per riemergere da una immersione e sappiamo che un respiro è imminente. Siamo stati sommersi tutti questi anni, alcuni avevano perso la speranza di uscirne, altri ormai credevano che il respirare fosse un’utopia, molti erano in uno stato di euforia indotta, come sommozzatori intossicati dall’azoto.

 

In questo il MoVimento 5 Stelle ha già vinto, perché ha ridato a tutti la sicurezza che volendo possiamo cambiare. Una intera generazione che era completamente disinteressata alla politica, intesa come gestione della cosa pubblica, si è messa in movimento. Si tratta di quella generazione che dovrebbe costituire la spina dorsale di un paese moderno, donne e uomini nella età di maggior freschezza mentale e produttività, che da altre parti sono il motore e la benzina della società ed in Italia sono stati invece relegati in una cantina o in un call center. Queste persone hanno deciso di riprendere il controllo delle proprie vite. Questa è una già vittoria che avrà delle conseguenze.

 

 

Le idee, che sono l’ossigeno della società, hanno ricominciato a circolare, la rete costituisce un nuovo sistema circolatorio che sostituisce il vecchio, sclerotizzato, delle televisioni e dei partiti. Non hanno capito cosa stava accadendo, all’inizio ci hanno deriso dicendo che vivevamo nel virtuale, che eravamo anti-politica, che la politica non si poteva fare a colpi di click. Se avessero capito forse avrebbero cercato di fermarci o di abbracciarci per poi omologarci, come hanno sempre fatto con i movimenti di protesta. Allora avrebbero potuto fermarci. Adesso è troppo tardi.

 

Ora che c’è movimento e il sangue torna a pulsare, puoi vedere le cose per quello che sono: i cittadini a cinque stelle fanno politica nelle piazze, si organizzano in rete, danno continuamente vita a gruppi in città sempre più piccole, i cui cittadini si auto-organizzano dal basso e fanno iniziative dal vivo, dove altri cittadini incontrano lì i candidati al parlamento e possono parlarci vis-a-vis, di persona, sangue, sudore, ossa, muscoli. Loro, i vecchi partiti con i loro leader appaiono per quello che sono sempre stati: delle effimere apparizioni televisive, confinati nei salotti TV. Il dietro le quinte è disvelato: era tutto un trucco.

 

 

Cambieremo questo paese, abbiamo la certezza che lo faremo. Sappiamo che non ci vorrà un giorno, forse serviranno venti o trent'anni, ma noi abbiamo il tempo, non lo faremo per noi ma per i nostri figli o nipoti, questa volta non ci accontenteremo di una riforma o di cambiare i vecchi politici con dei volti nuovi. Le prospettive del movimento sono di lungo respiro, abbiamo in mente un’idea diversa di società, una società libera e solidale, una società che dia massima libertà all’individuo, ma dove nessuno viene lasciato indietro, una società consapevole che la terra è e sarà la casa di tutti i terrestri, una società giusta ed equa. Nella società che abbiamo in mente i parlamentari non contano più dei cittadini, quindi anche i cittadini devono avere strumenti legislativi direttamente nelle loro mani. Vogliamo una informazione che sia davvero libera, dai vincoli della finanza e dei partiti, perché i cittadini devono conoscere per poter deliberare. Vogliamo una società dove la libera iniziativa sia incentivata perché dal singolo possono nascere idee geniali, lavoro ed occupazione, e vogliamo invece che i servizi primari siano in mano pubblica perché devono essere garantiti a tutti allo stesso livello. Vogliamo che i manager delle aziende pubbliche guadagnino al massimo 12 volte la paga minima dei loro dipendenti, vogliamo che non ci siano pensionati ricchissimi ed altri in miseria. Vogliamo una scuola pubblica che funzioni, una sanità di cui essere orgogliosi. Vogliamo un paese che non si armi contro il paese vicino, vogliamo un paese che non sia il deposito delle armi degli amici. Vogliamo un paese che esca dall’idea di economia da anni '50 e che smetta quindi di investire in cemento, ponti ed automobili e inizi a guardare al futuro all’informatica, alla comunicazione, all’energia, all’intelligenza ed alla bellezza. Vogliamo una società che consumi meno, vogliamo che l’Italia – il paese del sole – diventi il paese delle energie rinnovabili. Vogliamo che l’Italia torni ad essere il paese che tutti, nel mondo, vogliono visitare almeno una volta nella vita. Vogliamo, finalmente, che questo paese diventi non solo uno stato, ma una comunità, alla quale tutti sentano di poter dare il proprio contributo.

 

Ciò che si è messo in moto non si può più arrestare, comunque vadano le cose, nulla sarà come prima. Mentre scriviamo queste righe moltissimi sono in viaggio verso Roma, nonostante partiti all’alba da un’italia sotto la neve, altre migliaia si collegheranno attraverso la rete da tutte le piazze d’italia. E’ la storia che si scrive in Italia, ma il mondo intero sta guardando cosa e come avviene, l’onda potrebbe non fermarsi neppure al confine.

 

E’ l’ultimo sforzo, l’ultima bracciata per tornare a respirare. Poi inizieremo il cammino, tutti assieme.

 

 

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